Giorgio Moroder Il Re Mida del Pop Elettronico

mercoledì 31.07.2013

Giorgio Moroder - Il “Re Mida” del pop elettronico. Un’analisi di alcuni successi.

Prendiamo spunto dalla recente collaborazione con il duo francese Daft Punk (Punk stupido per chi non lo sapesse n.d.r.), per parlarvi di un personaggio che ha profondamente segnato la musica pop e dance dalla fine degli anni ’70 ad oggi: Giorgio Moroder.

Molto è stato scritto, ma vorremmo provare ad analizzare un po’ più in profondità i suoi brani dopo avervi dato brevissimi cenni sulla sua carriera.

Nato e cresciuto ad Ortisei, il giovane Moroder, scopre la chitarra elettrica poco prima della maggiore età e muove i primi passi nel mondo della composizione interpretando in prima persona i brani composti.

Giorgio rivela subito un carattere poliedrico appassionandosi ad ogni genere di forma d’arte e trovando nella musica la possibilità di esprimersi in più ruoli: compositore, interprete e produttore.

All’età di 27 anni si trasferisce a Berlino per dedicarsi alla scrittura e alla registrazione di demo. Quattro anni più tardi, più precisamente nel 1971, si trasferisce nella più frizzante (dal punto di vista musicale) Monaco dove fonda lo studio che farà da scenario per i suoi primi passi verso i mondo della dance: il Musicland Studios. Affascinato dalla musica da discoteca (e dai sintetizzatori) fonde ritmi ipnotici e arrangiamenti elettronici in un risultato unico e sorprendente. Utilizza con grande maestria gli ultimi ritrovati dell’elettronica (Roland Jupiter 8, Oberheim - fonte non verificata n.d.r.) riuscendo, a differenza di molti altri artisti dell’epoca, a rendere "caldi" suoni che provengono da quanto più di freddo ci possa essere nel campo della musica: una semplice forma d’onda.

Il primo, esplosivo, risultato è “I feel love” che decide di affidare ad una stella della musica dance: Donna Summer. Piovono unanimi consensi.

Da allora un successo dietro l’altro con una netta predisposizione a rendere i brani delle colonne sonore cinematografiche classici del genere.

Vorremmo iniziare da "Call me" dei Blondie (Colonna sonora del film "American Gigolò") di cui Moroder ha composto la base musicale. Un pezzo piuttosto ossessivo e al limite del pop (i Blondie sono considerati un gruppo Brit-Pop con sfumature Punk) che ha subito mostrato l’ecletticità compositiva dell’artista. Interessante anche "Love and passion" interpretata da Cheryl Barnes, con una forma-canzone che si avvicina al concetto di tema musicale.

Finito l’antipasto possiamo tuffarci immediatamente nella colonna sonora che ha sancito la consacrazione definitiva di questo grande artista e ha fatto sognare una generazione: "Flashdance". Anche in questo caso Moroder ha saputo affrontare differenti stili pur mantenendo il fil rouge dell’elettronica.

Ha infatti composto il delicato e malinconico tema principale affidandolo al pianoforte di Helen St. John: un brano composto da una semplice melodia discendente perfettamente incastrata in una base cadenzata con sfumature chill-out.

Ha poi firmato "Flashdance… what a feeling" interpretata da Irene Cara, un evergreen internazionale icona del classico American dream: lottare duramente per i propri sogni anche se pericolosamente in contrasto con il pragmatismo e la concretezza che la vita richiede. Magistrale anche l’arrangiamento di "Lady lady lady" affidata alla voce confidenziale del cantautore Joe Esposito.

Ha infine saputo virare su tematiche meno romantiche componendo "Seduce me tonight" per la band Cycle V.

In sintesi una visione molto allargata del concetto di pop music, capace di soddisfare diversi palati, da quello più raffinato ed attento alla melodia a quello più scanzonato.

Altro successo su cui vorremo soffermarci è l’indimenticabile tema principale del film "The never ending story" interpretato da Limahl. Periodo cruciale tra l’altro per il cantante inglese che, appena uscito dall’enorme successo con i Kajagoogoo ("Too shy" su tutte ma in realtà ci sono altri brani molto interessanti), si apprestava ad intraprendere la carriera di solista.

"The never ending story" ha tutto quello che serve per rimanere indelebile nella mente di chi l’ascolta, dalle atmosfere eteree alla ricchezza degli arrangiamenti, dai saliscendi melodici alla dolcezza dello stile interpretativo. Ci spingiamo ad affermare che il brano caratterizzerà fin troppo la carriera di Limahl.

Per lo stesso Limahl, Moroder produrrà "Colour all my days" secondo album solista che contiene ottimi brani quali la title track e la più nota "Love in your eyes" nella quale gli arrangiamenti del produttore altoatesino riescono ancora una volta a toccare le corde più sensibili del nostro animo.

Probabilmente non pago di questi successi, firma un altro punto fermo della cinematografia mondiale: "Take my breath away" interpretata dai Berlin dalla colonna sonora originale del blockbuster "Top Gun". Anche in questo caso è praticamente impossibile resistere alle atmosfere evocative del brano che, diversamente dai precedenti, contiene una vena decadente.

Curiose anche alcune collaborazioni che ci riguardano da vicino: firma ad esempio “Body next to body” il singolo dello strampalato (a dir poco) duo Falco/Brigitte Nielsen di cui abbiamo appena accennato nella retrospettiva del cantante austriaco. Scrive inoltre "Pirate of love" per Giorgia Fiorio.

Nel 1988 produce "Like a yo-yo" per la nostra Sabrina Salerno e due anni dopo compone l’inno per il Campionato Mondiale di Calcio Italia '90 "To be number one" affidando la cover "Un’estate italiana" alla coppia Nannini/Bennato e facendo anche in questo caso emergere la sua grande capacità di contestualizzare lo stile compositivo: ogni brano composto da Giorgio Moroder sembra un vestito cucito su misura per il tema che gli viene affidato.

Il fatto stesso che abbia collaborato con i Daft Punk non può essere casuale: la capacità del duo francese di essere innovativi pur sfruttando sonorità elettroniche e funky di ispirazione ’70, ha sicuramente colpito Moroder. Il pezzo firmato dall’artista si intitola proprio "Giorgio by Moroder" ed è la terza traccia dell’Album "Random Access Memories". Questo LP tra l’altro ha saputo imprimere una svolta di classe alla (ormai derelitta) musica commerciale contemporanea e il singolo trainante "Get Lucky" è da tutti considerato un tormentone estivo qualitativamente molto differente dai suoi predecessori. Ancora una volta "Re Mida" ha toccato qualcosa… e quel qualcosa si è tramutato in oro.

Ricordiamo ai nostri lettori che nel 2005 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo ha insignito del prestigioso titolo di Commendatore della Repubblica.

Per chi volesse riassaporare un po’ di quel sound consigliamo:

  • American Gigolo Original Soundtrack - A.A.V.V.
  • Flashdance Original Soundtrack - A.A.V.V.
  • Top Gun Original Soundtrack - A.A.V.V.
  • Solitary Man - Joe Esposito & Giorgio Moroder
  • Colour all my days - Limahl
  • The best of - Giorgio Moroder

Tag associati alla notizia: #giorgio moroder , #daft punk , #elettronica




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