Adriano Celentano

Celentano '80: musica, cinema e... Fantastico

Quella di Adriano Celentano è una carriera lunghissima a cui bisognerebbe dedicare più capitoli. Non avendo voglia di annoiare i lettori ci limiteremo per ora a un condensato relativo naturalmente ai soli anni '80. L'occasione di parlarne arriva nell'imminenza dell'uscita del suo ultimo album, intitolato Facciamo finta che sia vero, per il quale riserviamo il giudizio quando avremo la possibilità di ascoltarlo. A noi intanto interessa in questo momento scrivere di quanto accadeva trent'anni fa e quindi partiamo dal 1980.

Si tratta di un anno piuttosto importante per il 'molleggiato' su due versanti - cinema e musica - un binomio ormai consolidato. Esce infatti Il bisbetico domato, commedia diretta da Castellano e Pipolo e interpretata insieme a una strepitosa Ornella Muti, rifiutata testardamente dal fattore Elia che alla fine però inevitabilmente capitolerà. Titoli di coda del blockbuster affidati alla voce di Celentano che interpreta Innamorata, incavolata a vita, scritta da Toto Cutugno, in quel periodo stretto collaboratore del nostro (si pensi ad esempio al grande successo di Soli uscita nel 1978). Sempre quell'anno viene pubblicato l'album Un po' artista e un po' no che contiene un altro classico dell'era Cutugno, ossia Il tempo se ne va. Il testo, elaborato insieme a Cristiano Minellono, si disegna su una melodia dai sapori nostalgici che lo porta ai primi posti della classifica.

Passa un anno e Celentano è ancora una volta sul grande schermo con Innamorato pazzo: squadra vincente non si cambia e puntualmente, grazie all'autista Barnaba, si replica il successo di pubblico (dello stesso anno è anche Asso). E come ormai prassi anche nuovo album, Deus, che contiene diverse cover tra le quali c'è n'è una di High time we went, classico del repertorio di Joe Cocker reintitolato per l'occasione L'artigiano e che ne è il singolo portante. In esso compaiono quelle tematiche sociali che Celentano ha esplorato più volte nella sua carriera.

A tal proposito nel 1982 l'infaticabile Adriano è protagonista di Bingo Bongo, diretto questa volta da Pasquale Festa Campanile (la collaborazione con Castellano e Pipolo sarà riservata a Grand Hotel Excelsior), legato a filo diretto con l'album Uh uh che ne contiene parte della colonna sonora. E' la title track che si propone di fatto come brano di punta, ritmato al punto giusto per seguire le movenze del personaggio principale del film, che nel successivo Segni particolari: bellissimo ridiventa fascinoso conquistatore. Dello stesso periodo è anche Sing Sing mentre la produzione discografica è rappresentata dall'album Atmosfera.

Dopo Lui è peggio di me del 1984 e la raccolta di cover I miei americani... (due anni dopo arriverà il seguito), esce nel 1985 il tanto discusso Joan Lui, musical profetico con tanto di poderosa colonna sonora. Un flop di pubblico e critica che viene però ampiamente riscattato nel 1987 dalla storica edizione di Fantastico, quella dei 'silenzi' e dei 'sermoni', che porterà anche l'album La pubblica ottusità (con il singolo omonimo firmato da Roberto Soffici) ai vertici delle classifiche - grazie anche al contributo delle due sigle dello show (L'ultimo gigante e la splendida E' ancora sabato) - che riporta Celentano ela sua straordinaria voce ai fasti discografici del recente passato.



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