Donatella Rettore

Un’artista magnetica dotata di naturale fascino e attitudine alla provocazione, questa è Rettore.

Molto (anche se non quanto merita) è stato detto e scritto su di lei ma noi, come di consueto, vogliamo soffermarci al decennio di nostra competenza iniziando quindi ad analizzare i suoi successi dal 1980.

E’ da premettere che la maggior parte dei brani da lei interpretati sono frutto di un sodalizio artistico e non solo con il marito Claudio Rego. Rettore si trova negli anni ’80 all’apice del suo successo dopo la grossa affermazione nel 1979 con l’evergreen “Splendido Splendente” contenuta nell'album “Brivido divino”. Un brano che anticipa, di molto, la tematica della chirurgia plastica purtroppo oggi terribilmente attuale.

Il primo hit 'ottantiano' è invece “Kobra” (album Magnifico delirio) una composizione ricca di fascino basata su un arrangiamento quasi “etnico” assolutamente di rottura in cui la nostra gioca abilmente sui doppi sensi esprimendo un’aggressività nell’esibizione dei costumi sessuali ancora una volta non comune, in special modo in un periodo dominato da liriche che spesso rimandano a sentimenti struggenti.

Seguono altre hit sempre più provocatorie e dotate di quello che possiamo definire ironico cinismo: “Donatella” (1981, “Estasi clamorosa”) un light-rock autobiografico, arrangiato in modo retrò con importanti interventi di fiati in cui Rettore propone un cambio di personaggio affermando la sparizione di Donatella e l’arrivo definitivo della più aggressiva Miss Rettore. 

Nel 1982 è la volta di “Lamette”, brano della definitiva consacrazione pop/punk. Arrangiamento e cori innovativi e un testo con espliciti riferimenti al suicidio sono i punti primari di questo brano che fa parte di una sorta di concept album intitolato Kamikaze rock'n roll suicide . Sia in “Lamette” che in altri brani del disco ritroviamo quell’ironico cinismo di cui abbiamo accennato.

Nello stesso anno interpreta due brani “This time” e “M’è scoppiata la testa” dal poliziesco “Cicciabomba” per la regia di Umberto Lenzi. In particolare in “This time”, scritto appositamente per lei da Elton John, spiazza tutti proponendo un’interpretazione classica con acuti particolarmente ariosi e sostenuti facendo capire di quante sfaccettature artistiche sia in realtà dotata.

Sulla scia di queste canzoni ne interpreta altre due bellissime: “Io ho te” (album Far West) e “Femme fatale” (Danceteria) nuovamente scritte con Claudio Rego. Entrambe, abbandonano la vena provocatoria e si avvicinano a quel pop alternativo sempre un po’ ermetico, che troviamo in un'altra grande coppia di autori dell’epoca: Mario Lavezzi e Oscar Avogadro.

Nel 1986 Ricordi “costringe” Donatella a presentarsi a Sanremo con un brano melodico firmato da Maurizio Fabrizio e Guido Morra reduci da tantissimi successi negli anni precedenti. L'insieme è meraviglioso e l’interpretazione di Donatella non passa in secondo piano nonostante la sua “resistenza” e il probabile desiderio di tornare a una produzione più consona al personaggio proposto qualche anno prima.

Da sottolineare il bellissimo retro della hit sanremese: “Dea”. Uno slow con vaghi riferimenti soul dove Rettore dà sfoggio di una tecnica magistrale inerpicandosi in vibrati che lo rendono caldo ed emozionante.

Chiude il decennio un altro pezzo da novanta che sembra un po’ una sintesi di tutte le varie interpretazioni di Rettore: “Zan zan zan”. Testo autobiografico e tagliente e arrangiamento che non dà precisi riferimenti ritmici lo rendono davvero imperdibile.

Chiudendo con i giorni nostri riprendiamo due notizie che avevamo già anticipato:

In occasione dei Venice Music Awards 2009 Rettore ha ricevuto il premio alla carriera. la manifestazione premiava gli artisti maggiormente distintisi nel corso dell'anno

è di recentissima pubblicazione “Caduta massi”, un album in perfetto stile Rettore di cui abbiamo parlato in questa news.


Recensione Ottantaedintorni Concerti:
Caduta Massi Tour 2011 (11/06/2011)


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