Dori Ghezzi

Dori Ghezzi, lo stile fatto canzone

Dolcezza e sensibilità ma anche grinta e decisione. Traspare questo dalle interpretazioni che Dori Ghezzi ha saputo dare alle sue canzoni, sia per quanto riguarda la sua carriera in duetto con Wess negli anni' 70 (furono vincitori nel 1974 di Canzonissima con Un corpo e un'anima, firmata tra l'altro da Umberto Tozzi) così come nel corso degli anni '80, che si conclusero poi con il matrimonio con Fabrizio De Andrè (suo compagno da una quindicina di anni).

Il 'nostro decennio' segnò di fatto il ritorno della cantante milanese alla carriera solista proprio nel 1980 con un album, Mamadodori, di cui si ricorda in particolare la title track  (autori Oscar Prudente e Cristiano Minellono). Una canzone cullante, con gori gospel e suoni folk, caratterizzata dalla inconfondibile voce di Dori (diventata mamma nel 1977 di Luisa Vittoria alla quale è dedicato tutto il disco). Nel 1983 arriva la prima partecipazione del decennio a Sanremo, con forse uno dei suoi singoli più noti, Margherita non lo sa (ancora di Oscar Prudente) brano particolarmente ritmato con basso e batteria a mille e dotato di uno straordinario ritornello che si piazza, a sorpresa, al terzo posto.

Contemporaneamente esce l'album Piccole Donne (da cui viene estratto anche l'omonimo singolo, estivo e aggressivo con un sax in primo piano, che viene proposto al Festivalbar da Dori con un look sportivo). Una curiosità: Margherita non lo sa è stata registrata in spagnolo dalla messicana Lucia Mendez e recentemente reinterpretata in chiave pop-punk dai Malamonroe in una versione particolarmente accattivante.

Dopo aver partecipato allo show Premiatissima, torna a incidere un singolo nel 1986 con la cover di Love you forever dei Giuffria intitolata Nessuno mai più che porta al Festivalbar. Questa volta si tratta di un lento, sui cui la voce di Dori viaggia in modo onirico. La canzone non è indimenticabile mentre si ricorda maggiormente il lato b del 45 giri, Spezzacuori, ancora una cover, questa volta di un brano di Massimo Bubola.

Nel 1987 ci riprova a Sanremo con uno dei suoi maggiori successi solisti, la bellissima E non si finisce mai (album Velluti e carte vetrate), composta da Adelio Cogliati e Piero Cassano (del quale si riconosce la bella voce nei cori), ovvero l'accoppiata che stava dietro al successo di Eros Ramazzotti.

La canzone ricalca il loro stile e Dori la interpreta con grande intensità e sicurezza sul palco dell'Ariston. Due anni dopo ancora Sanremo con Il cuore delle donne (di Mauro Paoluzzi), che dà anche il titolo al suo ultimo disco ufficiale.



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