Falco

La parabola di un eccentrico innovatore.

Siamo onesti, a parte pochi privilegiati e preparati linguisti, nessuno in Italia nel 1982 poteva comprendere il reale significato del singolo giunto al numero 1 delle classifiche italiane: “Der Kommissar”. Eppure, istintivamente, in molti siamo riusciti a percepire la grinta e l’originalità che Johann “Hans” Hölzel, in arte Falco, ha portato nella musica degli anni ’80.

Nato a Margareten (piccolo distretto centrale di Vienna) nel 1957, Johann ha fin dai primi anni mostrato una grande attitudine per la musica. Iscrittosi alla prestigiosa “Universität für musik und darstellende kunst Wien” (tr. Università per la musica e le arti rappresentative di Vienna) ha successivamente suonato in differenti band sia viennesi che di Berlino fino a prendere la decisione di dotarsi del nome d’arte Falco ispirandosi al tedesco orientale Falko Weißpflog, campione di sci nordico.

Gli esordi come bassista in formazioni come Drahdiwaberl (punk rock/coverband), Spinning Wheel o Hallucination Company (New wave) risultarono ben presto un vestito troppo stretto per un personaggio che sembrava già allora un predestinato.

Fortunatamente le sue potenzialità vengono notate da Marcus Spiegel manager musicale austriaco, proprietario dell’etichetta indipendente GIG Records. Il manager, che peraltro aveva già avuto la possibilità di saggiarne le qualità in quanto produttore dei Drahdiwaberl, rimane affascinato dal brano “Ganz Wien” (Tutta Vienna) che descrive senza mezzi termini un substrato della popolazione viennese già pericolosamente in preda al fenomeno cocaina, e decide di proporgli un contratto da solista.

“Ganz Wien” viene inclusa nel primo LP “Einzelhaft” (tr. Isolamento, segregazione) ma le radio si rifiutano di trasmetterla proprio a causa dei contenuti ritenuti troppo espliciti. In realtà l’LP contiene una sorpresa ben più succosa e che sarà in grado di mandare in delirio mezza Europa: “Der Kommissar”.

Ma quali sono gli ingredienti salienti di questa megahit?

Piatto base: l’arrangiamento. A partire dall’introduzione una chitarra elettrica molto distorta dal sapore decisamente “acido” si innesta su un classico 8 beat rendendolo irresistibilmente funky. Poi ci aggiungiamo l’impasto di rap e cantato che sicuramente rappresenta una notevole novità per l’epoca. Tocco finale: l’interpretazione di Falco che, con fare da spaccone, sembra comprimere con assoluta scioltezza le strofe negli spazi metrici del brano.

Secondo noi anche la durezza della fonetica teutonica (nonostante nel testo ci siano brevi inserti di inglese), solitamente poco adatta al cantato, può avere inciso sul successo di questo brano.

Per comprendere al meglio queste nostre valutazioni è sufficiente confrontare il brano originale con la cover degli inglesi After the fire caratterizzata da atmosfere new-wave, da un arrangiamento nettamente più soft ma anche da un’interpretazione molto meno convincente.

Interessante anche il testo che sembra ancora voler mettere l’accento sulla fragilità umana parlando di una ragazza dal cuore puro ma con tendenze autodistruttive.

Il videoclip è forse l’unico elemento deludente del “pacchetto” anche se non troppo lontano dallo spirito dell’artista. La scena è piuttosto scarna e sembra trarre ispirazione da quelle ricostruzioni cinematografiche che vengono utilizzate per simulare inseguimenti/azioni su strada. Falco, in completo pelle e occhiali da sole si agita convulsamente inseguito sullo sfondo da un paio di volanti a sirene spiegate.

“Der kommissar” supera il notevole traguardo di 7 milioni di dischi venduti.

"Einzehalft", interamente scritto da Falco (testi) e dall’autore/produttore Robert Ponger (musica) contiene anche altri due interessanti brani che vi consigliamo di ascoltare: “Maschine brennt” (tr. La macchina brucia) e “Nie Mehr Schule” (tr. Niente più scuola).

Due anni dopo, più precisamente nel 1984, esce "Junge Römer" (tr. Giovani romani) un disco molto interessante, positivamente accolto dalla critica, ma che si rivela un clamoroso flop commerciale. Flop che purtroppo coinciderà con una delle prime crisi personali dell’artista che, sopraffatto dalla depressione, inizierà ad utilizzare alcool e stupefacenti.

Ripresosi dal brutto periodo, Falco decide di cambiare produttori riuscendo a coinvolgere, nella preparazione del nuovo LP “Falco 3”, i fratelli olandesi Rob e Ferdi Bolland, gli stessi che produrranno successivamente artisti quali Samantha Fox, Amii Stewart e quella Vicky Larraz che noi conosciamo per essere stata la prima voce solista degli Olé Olé.

Da “Falco 3” vengono estratti tre singoli di enorme successo: “Rock me Amadeus”, “Jeanny” e “Vienna calling”.

Grazie all’intervento dei Bolland l’Album ha un suono più commerciale con arrangiamenti ricchi e moderni e una certa capacità di proporre tematiche musicali differenti.

“Rock me Amadeus” ad esempio è un sapiente mix di classicità, ritmi trascinanti e roboanti sostenuti da un videoclip che ne decreta il successo planetario permettendo finalmente a Falco di raggiungere l’agognato numero uno anche negli Stati Uniti (unico neo di “Der Kommissar”).

“Jeanny”, cronaca di unna struggente storia d’amore in anticipo coi tempi, ricorda vagamente alcune produzioni hip-hop dei giorni nostri, in particolare quei rap melodici che hanno caratterizzato artisti quali Eminem (“Cleanin’ out my closet”) e GemelliDiVersi (“Mary” mostra non poche analogie con questo brano).

Più vicina alla prima produzione invece “Vienna Calling”.

Purtroppo, nonostante l’enorme riscontro dell’Album, Falco ricadrà in uno stato di profonda depressione presumibilmente oppresso dal successo sempre più pressante e da una deludente vita privata.

Ancora una volta però, nel 1986, avrà la forza di ripresentarsi al pubblico con un nuovo lavoro: “Emotional” da cui vengono estratti: il singolo omonimo, “The Sound of Musik” e “Coming Home”, considerato il naturale seguito di “Jeanny”. Le atmosfere, più morbide e sempre più vicine all’Europop non contengono più quella spigolosità tipica della produzione iniziale dell’artista austriaco.

Nel 1987, prodotto nientemeno che da Giorgio Moroder, pubblica lo scottante singolo "Body Next to body" con la partecipazione canora di Brigitte Nielsen.

I problemi personali tuttavia cominciano a prendere seriamente il sopravvento. L’alcool e, soprattutto, un divorzio molto complesso dal suo grande amore Isabella Vitkovic mettono Falco in grande difficoltà. Ciò nonostante la sua carriera, tra molti bassi e pochi alti prosegue. La ritrovata collaborazione con Robert Ponger gli permette di pubblicare altri due LP “Wiener Blut” (tr. Sangue Viennese) (1988) e “Data de Groove” (1991) rimasti perlopiù nell’ombra nonostante risultassero ancora una volta qualitativamente interessanti.

Nel 1992 pubblica “Nachtflug” (tr. Volo notturno) da cui viene estratto “Titanic” che raggiunge risultati più che soddisfacenti.

Nel 1996, dopo essersi, suo malgrado, trasferito nella Repubblica Domenicana per sfuggire alla stampa austriaca, sempre più invadente e pressante, prepara l’uscita di quello che purtroppo diverrà un album postumo: “Naked” (pubblicato poi con il titolo “Out of the dark”).

Il 6 febbraio 1998 viene data notizia della sua scomparsa a causa di uno scontro tra il suo fuoristrada e un pullman locale. Nonostante ufficialmente si sia sempre parlato di morte accidentale, il ritrovamento di tracce di cocaina e alcool nel sangue hanno più volte fatto pensare ad un suicidio.

La notizia ci impressionò non poco, forse perché affezionati ad un personaggio controverso e fuori dal comune.



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