Biografia di Giampiero Artegiani

La figura di Giampiero Artegiani si affaccia alla ribalta del grande pubblico nel 1983 quando, con la dolcissima "Il Sogno di un Buffone", trionfa nella sezione giovani del Festival di Saint Vincent, importante manifestazione canora che si teneva nella ridente località della Valle d'Aosta e che, trasmessa in prima serata da RAIUNO, offriva un assaggio di quelli che sarebbero stati i successi dell'estate. Da segnalare che in quella edizione era in gara anche il "Gruppo Italiano" con la celeberrima Tropicana.

In realtà Giampiero aveva già esordito sul mercato discografico nel 1973 con il gruppo Semiramis e l'album "Dedicato a Frazz", considerato dagli esperti una pietra miliare di quel periodo della musica italiana. Nei Semiramis Artegiani suonava chitarre e sintetizzatore, mentre gli altri membri della band erano Paolo Faenza alla batteria, Marcello Reddavide al basso, Michele Zarrillo (!!!) alle chitarre e voce e Maurizio Zarrillo (fratello di Michele) alle tastiere.

Ma tornando alla carriera solista di Artegiani, il brano presentato a Saint Vincent mise subito alla luce le qualità di quello che sarebbe poi diventato - come vedremo più avanti - uno dei più importanti autori della musica pop italiana. Grazie al successo estivo, il nostro guadagna la partecipazione nella sezione nuove proposte del Festival di Sanremo del 1984 mettendosi in evidenza con la incalzante "Acqua alta in piazza San Marco" dove, a un certo punto, si inserisce uno stacco in stile "Rondò Veneziano".

Il successo per Giampiero fu notevole anche se non riuscì a guadagnarsi una delle prime tre posizioni quell'anno andate a tre future stelle della musica nostrana: Eros Ramazzotti, Marco Armani e, soprattutto, la brava Flavia Fortunato sulla quale trovate diverse informazioni e rare immagini in questo stesso sito.

Nel 1986, dopo una pausa di riflessione, Artegiani si ripresenta sempre nella sezione nuove proposte del Festival con il suo più grande successo a livello di vendite "…E le rondini sfioravano il grano" con il quale si aggiudica il terzo posto della manifestazione. Arrangiamenti che fanno un ottimo uso degli archi uniti a testi particolarmente efficaci e poetici caratterizzano tutta la prima parte della carriera di Giampiero il quale, sul piano vocale, dimostra anche una grande duttilità.

UN AUTORE DI LIVELLO

A questo punto, la carriera di Giampiero ha una svolta che lo porta sempre più a dedicarsi alla composizione di brani per altri artisti.

E fu subito successo nel 1988 con la celeberrima "Perdere l'amore" (scritta insieme a Marcello Marrocchi) con cui Massimo Ranieri si impose alla grande nel Sanremo del 1988. Una curiosità: alcune voci dicono che la canzone fosse stata presentata l'anno prima dal bravo Gianni Nazzaro (indimenticabile la sua "Mi sono innamorato di mia moglie" del Sanremo 1983) ma esclusa dai selezionatori.

Sempre nel 1988 Artegiani firma anche "Come un giorno di sole" per Michele Zarrillo (con cui come abbiamo visto aveva condiviso l'esperienza dei Semiramis) insieme a Lopez e allo stesso Zarrillo.

Nel 1989 registra invece l'album "Dopo il ponte" di cui potete vedere la rarissima copertina in questa pagina.

Passano due anni e arriva un'altra grande soddisfazione: Giampiero compone insieme a Marrocchi "Comme è ddoce 'o mare" che permette a Peppino Di Capri (grande interprete di motivi come "Il sognatore") di conquistare un ottimo piazzamento all'Eurofestival che si tiene a Roma.

Nel 1995 torna poi a scrivere per Massimo Ranieri che porta a Sanremo la melodica "La vestaglia" con cui ben si comporta, pur non raggiungendo lo strepitoso successo di Perdere l'amore.

L'anno seguente a Giampiero va poi il merito del lancio della giovane Silvia Salemi che conquista il quinto posto fra le nuove proposte con il brano "Quando il cuore". Silvia si ripresenta l'anno dopo sempre con un brano scritto insieme a Giampiero "A casa di Luca" che le fa guadagnare una certa notorietà; la canzone vince tra l'altro il premio "Volare", intitolato a Domenico Modugno, per il miglior testo.

Un altro riconoscimento nella carriera di Giampiero il quale, lo stesso anno, è anche autore del brano "Secolo crudele" delle nuove proposte "Doc Rock". L'anno dopo l'accoppiata Salemi-Artegiani tira fuori dal cilindro un altro successo, questa volta particolarmente moderno, "Pathos" con cui Silvia ben si comporta al Festival.

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