Gianni Morandi

Il nostro punto di vista sugli anni '80.

Parlare degli anni ’80 del Gianni nazionale può sembrare a prima vista paradossale e forse un po’ irrispettoso, considerata la lunga carriera dell’interprete emiliano, particolarmente dorata negli anni ’60 e primi ’70 ma con incursioni di successo dal ’90 in poi.

Tuttavia, analizzando il periodo che viene da tutti i critici musicali definito come lenta rinascita, si scoprono particolari degni di attenzione.

Partiamo con la sua partecipazione al Festival di Sanremo del 1980, un’edizione a noi cara per la presenza, tra gli altri, di Toto Cutugno Aldo Donati, Paolo Riviera, Enzo Malepasso e Leano Morelli.

Gianni ci arriva al termine di un periodo davvero buio caratterizzato, come molti sanno, dall’esplosione del fenomeno dei gruppi e dei cantautori con conseguente crisi degli interpreti legati agli anni ’60.

Si presenta all’Ariston con “Mariù” un pezzo che porta le prestigiose firme di Ron e Francesco De Gregori. Un brano interessante, in particolare nello svolgimento delle strofe, ma non del tutto convincente a causa di un testo fin troppo surreale (bizzarro ma a tratti stucchevole) e di un ritornello davvero ingenuo. Peccato, aggiungiamo noi, perché ritmica ed arrangiamenti avrebbero potuto essere un buon punto di partenza per costruire un brano di successo.

L’anno seguente, nonostante il flop di Sanremo, ha la "fortuna" di interpretare un bellissimo brano scritto da Aldo Donati con il testo di Mogol: la notissima “Canzoni Stonate”, uno slow cupo in cui il cantato non segue pedissequamente la ritmica risultando spesso controtempo. Il testo è degno di nota: un affresco agrodolce di ricordi dedicati ad un amico, composto da ben tre strofe senza ripetizioni intercalate da un ritornello trascinante.

Sull’onda di questo successo quanto mai insperato si ripresenta a Sanremo nel 1983 con “La mia nemica amatissima” firmata dai fratelli Gianni e Rosario Bella, da Morandi stesso e ancora da Mogol. Un brano leggero, fresco che descrive sensazioni e schermaglie di una storia d’amore.

Nello stesso anno interpreta altri due brani degni di nota: “Nel silenzio splende” sottovalutato pezzo di Giancarlo Bigazzi e la più conosciuta “Grazie perché” in cui Gianni duetta assieme ad Ami Stewart (in gara tra l’altro a Sanremo 1983 con “Working late tonight”). Quest’ultimo brano è l’adattamento italiano di “We’ve got tonight” composto dal rocker americano Bob Seger e portato al successo grazie all’interpretazione dello stesso Seger in coppia con Sheena Easton.

Il 1985 segna l’anno della definitiva rinascita grazie ad un brano profetico diventato poi un’icona nella carriera di Gianni Morandi: “Uno su mille” scritta da Roberto Fia e Franco Migliacci. Un testo vincente ed accattivante che si appoggia su una ritmica ruffiana basata su alcuni campionamenti sintetizzati assai ricorrenti nelle basi elettroniche dell’epoca. Da notare anche il retro: quella “1950” composta da Amedeo Minghi di cui Gianni si innamorerà, a ragione, perdutamente.

La seconda parte degli anni ’80 è segnata dal trionfo sanremese con “Si può dare di più” sulla quale molto è stato scritto (e sulla quale quindi non ci soffermeremo) e da un poker di canzoni che segnano il passaggio al decennio successivo: “Dimmi dimmi”, “Vita”, “Varietà” e “Bella signora”.

Procediamo ad una breve analisi dei brani:

Dimmi dimmi”: gradevole funky firmato Lucio Dalla con la partecipazione di Morandi e Mauro Malavasi.

Vita”: celeberrimo successo interpretato con Lucio Dalla firmato da Mogol e Mario Lavezzi. Un pezzo trascinante con un testo profondo e intimista.

Varietà”: raffinato brano firmato nuovamente dalla coppia Mogol/Lavezzi.

Bella signora”: brano di chiusura decennio affidato alla prolifica coppia Lucio Dalla e Mauro Malavasi che riscuoterà un grande successo anche grazie ad un’insolita trattazione del tema della solitudine.

Concludiamo con un ultimo e contraddittorio aspetto di questo scorcio ottantiano della carriera di Morandi, il numero di LP pubblicati (ben nove escluse raccolte!) che ricapitoliamo in ordine cronologico indicando ove possibile i singoli estratti:

  • 1980: Cantare (Live)
  • 1982: Morandi (“Marinaio”, “Canzoni stonate”)
  • 1983: La mia nemica amatissima (“La mia nemica amatissima”, “Mariù”)
  • 1984: Immagine italiana (“Mi manchi” e “Nel silenzio splende”)
  • 1985: Uno su mille (“1950” e “Uno su mille”)
  • 1987: Le italiane sono belle (“Si può dare di più”)
  • 1988: Dalla/Morandi
  • 1988: Dalla/Morandi - In Europa
  • 1989: Varietà (“Bella signora”, “Varietà”)

Decisamente un ventaglio ampio per un periodo considerato d’oblio!

Chi volesse avere un compendio piuttosto completo del periodo ottanta (ad esclusione ahinoi del singolo “Mariù”) può cercare questo Compact Disc:

“Gianni Morandi – Questa è la storia: Da Canzoni Stonate a Banane e Lampone” – Edizioni RCA 1994 - Collana “All the best” (Spesso sinonimo di grande qualità).

Per chi volesse invece recuperare la versione originale di “Mariù” consigliamo di cercare una copia del vinile “La mia nemica amatissima”.



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