Biografia di Imagination

In un mondo duro e freddo dove sei isolato c'è una parola crudele e tagliente che imparerai…” Inizia così la suadente “In the heat of the night” uno dei cavalli di battaglia degli Imagination. Formatisi nel 1980 per celebrare la canzone-icona “Imagine” di John Lennon, Ashley Ingram, Leee John e Errol Kennedy decidono di tentare la fortuna nel mondo della canzone.

  • Leee John (*) (Voce e tastiere)
  • Ashley Ingram (Chitarra, Basso e cori)
  • Errol Kennedy (Percussioni e Batteria)

(*) Le tre e stanno per extra, energy, exciting

La loro scommessa è decisamente ambiziosa: coniugare diversi stili per allargare gli orizzonti del pop melodico. La ricetta del trio prevede di lavorare su di una base slow-dance aggiungendo un’atmosfera soul ed un pizzico di jazz e funky creando di conseguenza un genere assolutamente indefinibile.

La svolta della loro carriera e forse della loro vita avviene grazie all’incontro con due figure istrioniche importantissime: Tony Swain e Steve Jolley che non solo si offrono di produrli fiutando il successo da talent scout di razza, ma li supportano nella stesura dei pezzi. L’importanza del loro apporto è facilmente comprensibile se si pensa al minor impatto dei dischi nei quali gli Imagination scriveranno successivamente da soli i loro pezzi.

Il primo singolo di successo “Body Talk” fa in verità parecchia fatica a sfondare nelle radio. Ma il ritmo coinvolgente unito alla straordinaria voce di Leee John si fanno piano piano strada nella mente degli ascoltatori.

E’ l’estate del 1981 quando esce il loro primo LP proprio dal titolo “Body Talk”: sette brani straordinari tra i quali la stessa “Body Talk”, una strumentale e adrenalinica Burnin’up, l’ipnotica “Flashback”, la toccante “I’ll always love you” e la hit “In and out of love”.

Sull’onda del successo, l’anno successivo sbancano le chart di tutto il mondo con “In the heat of the night” uno degli LP più importanti della loro carriera.

Sinceramente è difficile spiegare cosa si prova nel momento stesso in cui parte l’intro di “Just an illusion”. Il corpo e la mente vengono pervasi dal calore ritmico e armonico del pezzo capace di cancellare tutte le negatività in un istante. Risulta impossibile bloccare il proprio corpo che sembra volersi muovere autonomamente. Decisivo a tale riguardo il martellante suono sintetico che appare per primo e resta di sottofondo per tutto il pezzo. Altrettanto importanti i giri di basso semplici dal suono raccordato così come le decelerazioni ritmiche dei sinth che creano quasi una sensazione di ansia e contribuiscono quindi a creare l’atmosfera dell’ - illusione - . Spettacolare il finale in piano toccato in modo semplice e perfetto quasi fosse un campionamento umano. Indimenticabili i coretti “could it be that” e i vocalizzi di Leee nel fade-out.

Medesime emozioni si provano con l’altra hit mondiale “Music and lights”, slow-dance dal testo sensuale e provocante.
Escono dal cilindro dell’LP altri due gioielli: l’irrefrenabile “Changes” e la dolcissima “In the heat of the night”, che ha aperto questo stesso tributo agli Imagination.

A fine ’82 hanno l’ardire - dopo soli due album - di presentare l’LP “Night Dubbing” contenente 8 tracce remixate estratte dai loro maggiori successi.

Non si pensi di trovare in questo LP una “Just an illusion” dalla cassa accelerata oppure una “Music and Lights” tutta ritornello. I pezzi sono assimilabili a mosaici composti da campionamenti della canzone originale opportunamente rielaborati medianti accelerazioni e decelerazioni; il tutto è ricomposto, con una precisione che si potrebbe definire chirurgica, dalla coppia d’oro Swain-Jolley con l’aiuto di Richard Lengyel fatta eccezione per “Changes” interamente curato da Larry Levan.

Ad oggi il disco risulta unico nel suo genere. Non si segnalano produzioni successive con la medesima struttura.

1983: è la volta di Scandalous un LP contenente 8 brani ancora composti con Swain-Jolley. I ritmi cominciano a perdere fascino tendendo pericolosamente all'"8 beat" e la voce di Leee risalta sempre meno. In complesso comunque il lavoro è ancora buono, si segnalano in particolare i singoli “New dimension” e "Looking at midnight”.

I successivi LP “Trilogy” e “Closer” (rispettivamente del 1986 e nel 1987) pur essendo validi, risultano marcatamente pop e perdono un po' di quel sapore soul che aveva contraddistinto i lavori del gruppo fino a quel momento. La coincidenza con il distacco dalla coppia Swain-Jolley non può essere casuale.

In ultima analisi l'intenso fenomeno Imagination ha lasciato una traccia indelebile nel pop/soul dance internazionale. Nessun altro gruppo è riuscito a riproporre atmosfere di questo genere, e, occorre dirlo, nessun gruppo si è mai cimentato in difficili operazioni di imitazione nei loro confronti.

Possiamo forse citare il singolo "I've been thinking about you" dei London Beat per ritrovare le atmosfere degli Imagination ma l'impatto del brano è stato decisamente meno efficace dei pluripremiati singoli dei nostri.

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