Pino D'Angiò

Pino D’Angiò: swing rap e ironia miscelati in uno stile unico.

Giuseppe Chierchia, in arte Pino D'Angiò, è nato a Pompei nel 1952 e si è proposto alla ribalta musicale nella metà degli anni '70, dopo un'adolescenza di sportivo e itinerante. Sguardo misterioso e carisma da vendere sono solo alcune delle caratteristiche di questo artista poliedrico in grado di spaziare con facilità dall’intrattenimento al canto.

Stile e atteggiamento del suo “personaggio” sembrano ispirarsi alla figura di Fred Buscaglione pur adattata allo spirito dell’epoca.

Dopo l'esordio del 1979 con l'interessante singolo "E' libero scusi?", D’Angiò raggiunge l’anno successivo la popolarità internazionale “invadendo” le discoteche con "Ma quale idea" un rap funky su base '70 che riesce a stregare ad ogni latitudine.

Arrangiato dal jazzista Enrico Intra, il brano vende 2 milioni e mezzo di copie raggiungendo la vetta della classifica in molti paesi d'Europa.

Il testo, che racconta con molta autoironia una presunta conquista in discoteca, contiene dei propri "must" a livello linguistico: "o yeah si dice così no?", "superbullo", "le ho dato un bacio in bocca uno di quelli che schiocca" e "…mi sono scatenato Fred Astaire al mio confronto era statico e imbranato". Stilemi testuali che rimarranno nella storia della canzone italiana e non solo.

Ancora oggi infatti la popolarità di questa canzone è sorprendente, in particolare all'estero dove Pino è giudicato un big del genere Italo-Dance.

Nel 2005 il gruppo hip-hop Flaminio Maphia, sull’onda del successo di “Ragazze Acidelle”, ha reso omaggio all’artista con una piacevole cover del brano intitolato più brevemente “Che idea”.

Tornando alla carriera del nostro, nel 1981 si presenta al Festivalbar con "Un concerto da strapazzo" un brano dal testo piuttosto anticonformista: Pino sogna di organizzare un concerto di star italiane assegnando idealmente ad ognuno di esse un differente strumento musicale. Impedibili gli intermezzi in cui "rifiuta" le partecipazioni dei Pink Floyd ("…falli aspettare…") e dei Bee Gees ("… i Bee Gees no… sono bravi ma…"). Questo brano diventerà uno dei più rappresentativi della sua carriera.

L'anno dopo, sempre al Festivalbar, presenta "Fammi un panino" con la quale ottiene un altro successo importante.

Parallelamente compone un brano irriverente che segnerà in positivo la storia di Mina: "Ma chi è quello lì".

Da allora la sua carriera si trasforma, anche se solo parzialmente: incide altri singoli, collabora dietro le quinte con la RAI, e conduce alcuni programmi sia radiotelevisivi che radiofonici.

Frequenti anche le apparizioni in prima serata ("Meteore" e "I migliori anni" per citarne alcune) dove Pino ha riproposto le proprie hit accompagnato dalla sua immancabile sigaretta.

Nel caso vogliate approfondire e giudicare lo stile di questo artista vi consigliamo di cercare il CD “Pino d’Angiò e le altre storie” (Carosello 1999) in cui sono raccolti i suoi maggiori successi. Attenzione ad un particolare: a differenza di quasi tutti i brani della compilation, “Ma quale idea” è purtroppo riarrangiata.



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