Voce suadente, tono raffinato e sobria eleganza: sono queste le principali caratteristiche di Riccardo Del Turco cantautore venuto alla ribalta negli anni '60 grazie ad alcuni azzeccati pezzi melodici. Esplode nel 1968 con l'evergreen "Luglio", ma si afferma anche con "Cos'hai messo nel caffè" uscita un anno dopo: entrambi i testi sono scritti dalla brillante mano del prolifico Giancarlo Bigazzi su melodia del nostro.
Come tutti gli artisti melodici Riccardo soffre maledettamente il periodo ribelle della seconda metà degli anni '70 ma, fortunatamente per noi, ha la forza di presentarsi nel 1982 sul palco di Sanremo con la splendida "Non voglio ali".
Definita dai critici "un pezzo moderno in grado di anticipare i tempi", "Non voglio ali" è strutturata con un introduzione ritmica molto interessante ed evocativa - un 8 beat con chiare influenze latino americane che cerca a tutti i costi di rompere la tradizione - e un'atmosfera rarefatta in cui Riccardo alterna pezzi di cantato di stile "Battistiano" a riff con la fisarmonica a bocca.
Anche il testo si dimostra piuttosto particolare seppure semplice e sintetico: ha precisi riferimenti alla liberazione dei propri istinti e alla ricerca personale dei valori: in particolare la frase "credo nei piedi e nelle mani" è stata ripresa da artisti di maggiore successo negli anni successivi.
Proprio quell'anno Riccardo incontra Jimmy Fontana (anch'egli in gara con la bellissima "Beguine") il quale gli propone un progetto revival anni '60: formare un gruppo - <> - con Gianni Meccia e Nico Fidenco. Riccardo aderisce con entusiasmo e il gruppo si toglie parecchie soddisfazioni. Nel 1983, pur passato ingiustamente inosservato l'anno precedente, si ripresenta a Sanremo ottenendo la prestigiosa collaborazione di Mogol.
Il brano "Serena Alienazione" si compone di una melodia complessa fondata su diverse ritmiche prima morbide e dolci poi più insistenti e marcatamente in stile '80 sulle quali Giulio Rapetti inserisce, come nel suo stile unico ed inimitabile, un testo innovativo che spinge alla riflessione. Il feeeling con la canzone non è immediato ma dopo qualche ascolto è facile innamorarsene perdutamente.