Roberto Soffici

Roberto Soffici, la sensibilità in primo piano

Roberto Soffici, di origine Istriana ma milanese d'adozione, nasce artisticamente alla fine degli anni '60 dopo aver frequentato il conservatorio Giuseppe Verdi di Milano presso il quale aveva studiato clarinetto armonia e composizione.

Nello stesso periodo Roberto era già chitarrista e interprete con il suo gruppo, formato in gran parte da studenti, nei diversi locali di Milano e Lombardia.

La nascita dei Beatles suscita in lui - e in molti altri artisti degli anni '60-'70 - un'importante metamorfosi che lo spinge ad affinarsi musicalmente fino a diventare uno degli autori più ricercati e importanti del periodo.

Dalla sua creatività nascono brani di grandissimo successo tra i quali ricordiamo: Casa mia interpretata dall'Equipe 84, Non credere (testo di Mogol) interpretata magistralmente da Mina e Un pugno di sabbia affidata ai Nomadi.

Con il trascorrere degli anni nasce in Roberto l'esigenza di allargare i propri orizzonti proponendosi come cantautore.

Dalla fine degli anni '70 comincia a concentrarsi completamente su se stesso registrando le canzoni che riteneva potessero essere aderenti al suo personaggio e fare breccia nel pubblico. Nel 1970 partecipa al Festivalbar con il pezzo Il caldo tocco dell'amore. Nel 1972 esce, peraltro inosservato, l'LP In queste ore chiare nel quale Roberto si riappropria di Casa mia e Non credere.

Il vero esordio di cantautore di successo risale tuttavia al 1976 con la dolcissima All'improvviso l'incoscienza che entra al dodicesimo posto della hit parade di allora. Alcuni mesi dopo il nostro pubblica un LP dal medesimo titolo e partecipa a Discoring condotto allora da Gianni Boncompagni

L'anno successivo esce l'LP Il canto dello scorpione che ha come singolo trainante Tanto donna - scritto con Luigi Albertelli - che diventerà un classico del suo repertorio.

Convinti del suo ruolo di cantautore i discografici decidono di pubblicare nel 1979 Roberto Soffici LP fortunato contenente la bella Dimenticare.

Nel 1980 sbanca le classifiche italiane balzando (classifica del Radio Corriere TV) al primo posto per alcune settimane con Io ti voglio tanto bene tormentone estivo tipicamente acqua e sapone.

Anche in questo caso occorre dire che nella stessa classifica figuravano canzoni del calibro di Amico di Renato Zero oppure Canterò per te interpretata dai Pooh.

Nel 1982, deciso a sfruttare il periodo di notorietà si presenta a Sanremo con un bellissimo pezzo scritto in collaborazione con Andrea Lo Vecchio: Strano momento con il quale raggiunge la fase finale. La canzone che indubbiamente rappresenta un brano di punta di Soffici necessita di più ascolti per apprezzare pienamente il complesso arrangiamento delle chitarre.

In questa pagina lo vediamo in alcune fasi dell'interpretazione sanremese dove lo si può vedere particolarmente concentrato.

Intorno al personaggio di Roberto sono necessari alcuni approfondimenti che riguardano il suo stile e di conseguenza le sue canzoni.

Soffici appare un professionista molto serio, poco incline all'apparenza e sicuramente spontaneo.
Dalle sue canzoni, in particolare quelle che lui stesso ha interpretato, è molto facile evincere il suo carattere perché sembrano adattarsi perfettamente al personaggio. E' forse questo che ha diviso in due nette parti la sua carriera permettendogli sì di ottenere un grandissimo successo come autore, ma forse non quanto si sarebbe meritato come interprete dei propri pezzi.

In poche parole gli è sicuramente mancata un po' di 'presenza' necessaria a un cantante di successo. D'altra parte ad un ascoltatore attento non può che far piacere ritrovare nelle sue canzoni le sensazioni di semplicità e di spontaneità sempre più rare nell'attuale mondo della canzone.

Tornando alla sua carriera, nel 1986, dopo aver pubblicato un altro album dal titolo Roberto Soffici purtroppo non fortunato come i precedenti, collabora con Adriano Celentano in La pubblica ottusità scrivendo la musica proprio della canzone che intitola il disco. Il brano è piuttosto particolare (molti cambi di ritmo e un testo scritto da Celentano molto ricercato e impegnato) e il disco è di una certa importanza perché contiene le sigle del noto Fantastico condotto dal 'molleggiato'

Negli anni successivi Roberto, decide di mettersi in disparte non avendo avuto le sufficienti e necessarie garanzie per poter iniziare il lungo lavoro di un nuovo album preferendo "trascorrere" il suo tempo dedicandosi ai giovani talenti senza però riuscire a portare a buon fine alcun progetto sui quali aveva intensamente lavorato. Le richieste della 'piazza', così recitavano i discografici di quell’epoca: "non sono in sintonia con i suoi progetti". Soffici peraltro stava curiosamente vivendo uno dei momenti musicali tra i più prolifici della sua carriera!

Attualmente Roberto, dopo un ennesimo lungo periodo di riflessione, ha riattivato - per così dire- il suo entusiasmo e sta lavorando a un nuovo progetto in cui crede come sempre molto. Si augura quindi di poter regalare presto ai suoi estimatori, anche se non attraverso la propria voce, ancora molte nuove e belle canzoni. La sua filosofia è quella di guardare sempre avanti (senza naturalmente rinnegare il passato) perciò è al futuro prossimo a cui Roberto vuole affidare, per una volta ancora, la sua vena creativa. Su Ottantaedintorni potete trovare la pagina ufficiale di Roberto Soffici.



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