Ryan Paris

Si chiama Italo-Dance (Musica da discoteca prodotta e composta da artisti italiani n.d.r.): è una delle eccellenze nostrane da esportazione di cui siamo orgogliosi e appassionati e che per anni ha stuzzicato la nostra curiosità. Nonostante queste premesse, non abbiamo mai avuto il coraggio di affrontarla, forse perché spaventati dalla vastità dell’argomento.

Poi si è presentata una grande possibilità: parlarne entrando dalla porta principale: in esclusiva per noi Ryan Paris ci dà un assaggio della sua vita con aneddoti curiosi e tanti spunti per nuovi progetti. Un artista dalle mille sorprese: entusiasta del proprio lavoro e, cosa più importante, della vita in generale.

Gli inizi

Innanzitutto mi presento: Fabio Roscioli - in arte Ryan Paris - orgogliosamente romano, classe ‘53.

Provengo da una famiglia di artisti: mio padre, Bruno Roscioli è stato un importante pittore della scena neo impressionista italiana, mentre il fratello di mio nonno, Gualtiero Cavallini, è stato un grande tenore e ha cantato con Maria Callas.

La mia carriera è cominciata grazie a queste magiche parole: “Dolce vita”, canzone scritta, suonata e prodotta dal grandissimo Pierluigi Giombini allora compositore e produttore di altri artisti di punta dell’Italodance quali Gazebo (a cui si deve il testo di “Dolce Vita” n.d.r.) e Gary Low. Il brano ci esplose tra le mani rivelandosi un successo (letteralmente) planetario. Le mete che raggiunse erano quasi impensabili, soprattutto se le paragoniamo ai risultati discografici attuali… ve ne cito solo un paio: 5 milioni di dischi venduti e quinto posto nella inespugnabile Chart Inglese davanti a mostri sacri come David Bowie!

Ma quali furono gli ingredienti di questo successo? Un arrangiamento molto curato, una melodia suadente ed un ritornello irresistibile… il tutto condito dalla mia voce profonda “fortunatamente” dal sapore internazionale.

L’anno seguente esce il mio primo, omonimo, LP su etichetta RCA.

L’incontro fatidico

Quando: 1983 dopo la registrazione di “Dolce vita”

Dove: Roma, via del Babbuino

Cosa: Ad un angolo mi scontro con un tipo alto e grosso che veniva dalla strada traversa a piedi... era Federico Fellini! Quando si dice destino…

Alcuni imprevisti

Molto rapidamente arrivarono tempi duri con una serie di personaggi discutibili e proposte altrettanto bizzarre come ad esempio quella di produrre versioni remix di “Dolce vita”. Le proposte non erano mai troppo chiare e soprattutto erano infarcite di promesse di incassi mai avveratisi. Del resto “squali” e “affabulatori” sono sempre alla porta, un po’ in tutte le professioni in cui ci siano interessanti prospettive commerciali.

Tuttavia se ci si sostiene con un pizzico di fortuna, pazienza e grande fiducia in sé stessi, rimango dell’idea che da queste esperienze si impari a “camminare meglio”.

Il nuovo decennio.

Nel 1994 tentai una nuova avventura scrivendo "I wanna love you once again". La mia idea era quella di affidarla alla produzione di una delle persone più influenti di quel periodo: Frank Peterson (già co-produttore degli Enigma). Perterson, fiutato l’affare, mi propose di acquistarne i diritti. Io, altrettanto convinto di quanto scritto, rifiutai e lo “invogliai” ad accettare la mia proposta di produzione, ma il risultato non fu di mio gradimento e ritirai le edizioni.

Non mi detti per vinto: vivevo in Germania dal 1993 ed avevo cominciato ad intessere relazioni con i Culture Beat e un po’ con tutta la generazione techno degli anni 90. Parliamo di grandi nomi quali Snap, No Mercy, Captain Hollywood e così via.

Erano anni piuttosto duri per artisti che non cavalcassero la musica di quel periodo infatti di anni ’80 non ne voleva sentir parlare quasi nessuno. Decisi allora di mettere su un mio studio e di guadagnarmi da vivere con lezioni di canto e chitarra.

Nel 1998 però il destino mischiò ancora le carte in tavola: il remix rap di "You’re my heart you’re my soul" dei Modern Talking sembrò stabilire una svolta nell’atteggiamento verso gli anni ’80: il pubblico ritrovò un affetto troppo presto dimenticato. Da quel momento la mia carriera ha avuto un’altra impennata: non mi sono più fermato.

Recente passato e nuovi progetti

Nel 2005 decido di rielaborare di mio pugno “Dolce vita” ottenendo moltissime richieste di passaggi televisivi, quasi più di quanti mi erano stati richiesti con la versione originale!

Nel 2008 conosco Eddy Mi Ami, un appassionato olandese di musica anni 80 che mi realizza una versione “eighties” di "I wanna love you once again" e… boom! 14 settimane in classifica nella radio più importante polacca di cui 9 al numero uno seguiti da tournee in Polonia e in Argentina.

Nel 2011 seconda produzione con Eddy Mi Ami con “Parisien girl”, che piace particolarmente al pubblico messicano già impazzito per "I wanna love you once again".

Da tre anni lavoro sul mio nuovo LP e da un po’ di tempo ho cominciato a raccoglierne i frutti. Il nuovo progetto comprende canzoni moderne e anche l’utilizzo del rap. L’album risente di molte influenze anche perché è coprodotto da un italiano, un francese, un tedesco e un olandese! 12 canzoni molto belle oltre ad un remix in versione moderna di Dolce vita.

I live per me

I miei desideri per il live del nuovo progetto musicale prevedono questi ingredienti:

  1. Io e la mia chitarra sul palco
  2. Presenza di synth
  3. Apparizioni di rapper di talento,
  4. Un paio di duetti con female voices
  5. E… qualche sorpresa!

Pensieri sulla mia professione e curiosità

Comincio con il dirvi che la musica ha “salvato” la mia vita e mi ha dato la forza di scrivere, suonare e cantare.

Come nascono le mie canzoni? beh in Germania c’è un sacco di fermento musicale, amici che suonano, rapper, scena hip hop, e poi io traggo ispirazione anche da musica spagnola e sudamericana grazie ai tanti amici musicisti che ho in entrambi i paesi.

Poi non vi nascondo che in qualità di cantante hai davvero un sacco di ritorni… le donne per esempio!!! Sono attirate dai cantanti e ti danno un sacco di calore! Io poi come pesci ci nuoto bene in questo bel mare… Sono stato sposato ed ho un figlio stupendo che ha 14 anni e canta meglio di me ed è stato all’età di 11 anni in Brasile e a 12 in USA per una serie di concerti con il coro della cattedrale di Mainz... eventi che mi hanno riempito di orgoglio e di soddisfazione. Ho anche la fortuna che mi aiuta moltissimo con suggerimenti sulla mia musica perché mi dice “papale, papale” se qualcosa non gli piace!

Ascoltiamo David Guetta, Florida, Rihanna, Imaging Dragon, e Capital Cities…io gli faccio da Manager quando gioca alla playstation (ahahahahah) e in cambio lui mi fa sentire tutte le novità (una su tutte “Will I am” dei Black Eye Peas).

Alcune passioni che non posso nascondere: le donne (scommetto che l’avevate capito!!!!), Benigni, Il Codice Da Vinci, le religioni, la buona cucina (soprattutto se cucino io!)… la vita in generale!

Riflessione finale

Ringrazio tutte le persone che pareva volessero denigrarmi (ce ne sono state davvero tante!) perché io mi ci metto "de punta" come si dice a Roma un po’ come l’Italia nei mondiali del 1982 e del 2006… se una persona vuole mettermi in difficoltà non deve parlare male di me perché ottiene l’effetto opposto. Quasi quasi li ringrazio veramente… ahahahahah

Informazioni

Redazione a cura di Ottantaedintorni su testi di Ryan Paris.

Sito ufficiale: http:// www.ryan-paris.com

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