Walter Foini

Walter Foini: come aggiungere sperimentazione e innovazione alla musica pop.

Voce graffiante, evocativa con una particolare inflessione nella dizione davvero difficile da confondere: questo è Walter Foini.

La sua carriera artistica inizia molto presto. Nel 1966, a 18 anni, entra a far parte del suo primo gruppo: “Le anime”. I nuovi compagni di viaggio sono: Claudio Bazzari, esperto chitarrista che diventerà un punto di riferimento per moltissimi artisti italiani e Remo Campisi, oggi apprezzato interprete di musica classica. All’esperienza live affianca subito un “maniacale” affinamento delle tecniche di esecuzione dei suoi strumenti musicali preferiti: chitarra e basso.

Undici anni dopo (1977) decide di mettersi alla prova come solista incidendo "Compro tutto", LP che comprende l'omonimo singolo trainante. Il disco viene accolto molto favorevolmente dalla critica e dal pubblico e il singolo si trasforma ben presto in una hit.

L’Album, scritto a quattro mani con il paroliere Alberto Salerno e con la partecipazione dell'estroso batterista Gianni Dall'Aglio, rappresenta una rottura con le atmosfere morbide che si trascineranno fino alla metà degli anni ’80. Dai brani emerge una volontà di catturare sensazioni (semplici) e di trasmetterle nel modo migliore possibile avvalendosi di un orchestrazione ricca e appagante.

Nel singolo omonimo, ad esempio, Alberto Salerno propone uno struggente sfogo di un uomo che si sente svuotato, privo di valore, perché abbandonato dalla donna che ama. La base musicale risulta una riuscita fusione di due generi: pop per quanto riguarda la linea melodica e armonica e tipicamente jazz per gli arrangiamenti e base ritmica. Il risultato è un susseguirsi di complessi cambi di ritmo difficilmente rieseguibili a livello amatoriale (cosa che permette di intuire la difficoltà del brano) che si intrecciano con un ottimo accompagnamento di ben due linee di piano eseguite da Walter Foini e Yorgo Pentzikis.

Ragionando con un respiro più ampio, possiamo osservare che la fine degli anni ’70 rappresenta un periodo piuttosto fertile per le sperimentazioni, nonostante si passi da ottimi risultati (caso in analisi) a cocenti delusioni. Pensiamo a "Per Elisa" di Franco Battiato oppure "Un'emozione da poco” di Ivano Fossati da una parte e a “Voglio l’erba voglio” di Francesco Magni e “Tulilemble” di Domenico Mattia dall’altra. Potremmo in realtà citarne molte altre.

Ma torniamo a Walter Foini e addentriamoci nell’anno della consacrazione: il 1978.

Con l'album "Una donna una storia" (medesimi autori di “Compro Tutto”) entra prepotentemente nelle classifiche italiane (nella top 100 delle vendite dell'anno e nella top 20 della hit parade) e con il singolo omonimo partecipa al Festivalbar confermando le sue qualità di autore e di interprete.

"Una donna una storia" si rivela ancora una volta un piccolo capolavoro con una menzione particolare per le atmosfere spesso cupe e per l'arrangiamento orchestrale "sinfonico". E' quindi possibile riassaporare i controcanti dei violini (cosa poi impossibile nei primi anni '80 dove saranno i sintetizzatori a farla da padrone), i cori ancora in pieno stile anni '70 oltre alla consueta vena malinconica tipica del cantautore milanese.

Oltre al singolo omonimo l’Album comprende un'altra canzone che al primo ascolto incuriosisce non poco: "Conseguenza di una fine". A parte l'indubbia qualità del testo, musicalmente il brano è davvero originale perché alterna parti di stasi ritmica ad improvvise accelerazioni cadenzate in maniera classica per quegli anni (il cosiddetto 8 beat). Un avviso: non è un brano “semplice”, occorre ascoltarlo più volte per poterlo assimilare ed apprezzare.

Altri traguardi nel 1978 sono: la vittoria della manifestazione Disco per l'estate ed il Telegatto di Sorrisi e Canzoni come rivelazione dell'anno.

Nel 1979 cambia paroliere affidandosi alle esperti mani di Luigi Albertelli e incide il terzo LP "Faccia di Luna" partecipando al Festivalbar con il singolo "Bella d'agosto". Nonostante i testi più diretti ed onirici, anche questo Album risulta molto godibile.

Due anni dopo medesimo percorso artistico: uscita di un album intitolato con il suo nome e susseguente partecipazione al Festivalbar con "Non va che torno". L’anno successivo partecipa nuovamente al Festivalbar con "Canzone dedicata". Entrambi i brani hanno un ottimo riscontro e diventano un classico della carriera di Foini.

Dalla metà degli anni ’80 in poi le notizie si fanno sempre più rare e solo la sua recente apparizione a “I migliori anni” ha finalmente riportato in video un artista che secondo il nostro parere incarna perfettamente quello che ci si aspetta da un cantautore moderno: talento, capacità di innovazione ed una grande passione per la musica e la propria professione.



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