Biografia di Fabio Perversi

Fabio Perversi

Autore e musicista, la biografia di Fabio Perversi scritta direttamente di suo pugno in esclusiva per Ottantaedintorni.

Sono nato a Milano nel 1970, e già l’aria che respiravo da bambino sapeva di musica, essendo i miei genitori ambedue musicisti di prim’ordine. Dal biberon non sempre usciva latte, molto più spesso uscivano note, perciò il Conservatorio fu naturale effetto di ciò che succedeva in casa. Mi sono diplomato nel 1991, ma a diciassette anni ero già primo violino nell’Orchestra Sinfonica della Rai, dove suonai per circa sei anni… bell’inizio, no… ??????

Sì, perché nonostante il gran rispetto per la musica classica e l’amore per il violino fu però a un certo punto la musica pop che mi stregò, quasi misterioso suadente richiamo : con gran incazzatura paterna  (e non solo...), mi dedicai alla “musica profana”. Cominciai cosi’ a cercarmi i primi lavori; Eugenio Finardi fu il primo a darmi fiducia e un posto nel suo trio: lui, il chitarrista ed io. Dopo il battesimo della “prima volta” andò tutto liscio e, come per magia, vennero a seguire una cascata di lavori importanti, a partire dai concerti con Fabio Concato, Antonella Ruggero, e i  musical a cui ho fortunatamente partecipato come musicista: Grease con Lorella Cuccarini, Chorus Line, Sette spose per sette fratelli, e così via…. L’avventura era cominciata. 

A metà degli anni ‘90 cominciarono a fioccare le richieste per fare gli arrangiamenti di canzoni italiane e seguire progetti internazionali; la lista è piuttosto lunga e amabilmente noiosa, ma mi permetto di ricordarne qualcuno di particolarmente importante: Mario Frangoulis, famoso tenore greco, Andy & Lucas, grazie ai quali sono stato nominato ai Latin Grammy per il miglior arrangiamento nel 2007,  Ana Belen, importante artista spagnola paragonabile alla nostra Fiorella Mannoia: poi Yahir, vincitore di Operacion Triunfo, diventato in breve una star nel suo Paese, il Messico. A questo punto mi fermo e vi lascio andare a cercare sul mio sito, dove troverete tutte le notizie meglio specificate.

Nel 1999 la svolta: entro a far parte di uno dei più importanti gruppi della storia della musica italiana, i Matia Bazar. Con loro tournée a ripetizione in tutto il mondo, e a ripetizione anche partecipazioni  al Festival di Sanremo ( nel 2000, 2001, 2005…),  che abbiamo vinto a mani basse nel 2002 con Messaggio d’amore” . Dei molti successi che ho condiviso coi Matia ricordo velocemente Brivido caldo, Non abbassare gli occhi, Questa nostra grande storia d’amore, Conseguenza logica... e potrei andare avanti.

Tra le mille curiosità e aneddoti, mi piace ricordare la presenza di mia figlia Greta alla premiazione dei Telegatti del 2007, in cui cantò la parte finale de L’isola di Wight, pietra miliare dei Dik Dik. Lei era emozionatissima, ma io ero anche messo peggio, ancor più emozionato di lei... Un’altra volta mi ritrovai a faccia a faccia con Lionel Ritchie, che non avevo riconosciuto subito: scambiatolo per un inserviente dell’albergo gli chiesi se per cortesia mi indicava dove era  il bagno. La risposta in inglese mi insospettì, e, capito all’istante che lui era davvero lui, mi inginocchiai chiedendogli  simpaticamente se mi poteva redimere “con il solo tocco della mano…”. Ci facemmo una risata e andammo a berci un aperitivo… bellissimo…!!!!!!!! Senza parlare della volta in cui mi trovai a contatto di gomito, a un pranzo, con Tony Hadley, mio idolo dell’adolescenza e colonna portante degli Spandau Ballet… mi tremavano anche le ciglia degli occhi... vi lascio immaginare…

Questi sono solo accenni alla miriade di episodi che mi sono successi nel corso degli anni, episodi che lasciano piccole grandi fotografie nel cuore e nell’anima, archivi pieni di materiale da visitare nei rari momenti di tranquillità e pace, e che sempre ridonano il sorriso. Un altro capitolo importante della mia piccola storia è quello che riguarda la scrittura vera e propria delle canzoni, argomento cui sono particolarmente legato perché è forse, anzi senza forse, questa la vera ragione per cui ho tradito la musica seria… Devo però riconoscere che sto prendendomi delle grandi soddisfazioni, anche se il momento storico specifico della musica leggera è piuttosto difficile e chissà  se ce la faremo ad uscirne vivi… Armoniche convergenze, la canzone che recentemente Mina ha inciso sul suo ultimo album Piccolino, è motivo per me di grande orgoglio: non è molto semplice riuscire a far cantare una canzone a un mostro sacro come lei, io questa volta ci sono riuscito… yessssssss!!!!!!

Poi Para un poco per Ricardo Montaner, nel 2009, che ha raccolto una montagna di dischi d’oro e platino in tutti i paesi del Sud America, anch’essa nominata ai Latin Grammy, è stata una sorpresa per come è nata: scritta con Gino De Stefani durante una pausa pranzo (faceva freddo, pioveva e non c’era nessuna voglia di uscire a mangiare), fu spedita con buone speranze ma nessuna certezza: la settimana dopo arrivò la telefonata di Ricardo che voleva assolutamente scriverne il testo per poi inciderla come primo singolo del suo album Las cosas son como son...

La musica, se non è chiaro, è la mia vita e la mia passione: una compagna, a volte un’avversaria (quando a volte non ne riesci a cogliere l’essenza), però sempre e comunque un’estensione della mia persona, un modo di comunicare, una magia che sempre mi sta a fianco, anzi, dentro. Ecco perché riesco a considerarmi una persona felice, nonostante le difficoltà che ognuno di noi affronta ogni giorno... e poi mettiamoci pure che l’incazzatura paterna si è felicemente trasformata in tifo sfegatato... una goduria che non vi dico… !!!!!!!

Cordialmente

Fabio Perversi



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