Biografia di: Gino De Stefani

Gino De Stefani

Sono nato a Milano, nel 1956, ho cominciato a strimpellare la chitarra a otto anni, la fisarmonica di mio papà a dodici, e a tredici mi sono accorto che mi scappava da scrivere…
All’ inizio piccoli esperimenti, niente che avesse un senso, poi pian piano tutto ha preso magicamente forma.

Al Vittorio Veneto, glorioso liceo che ho frequentato tra il ‘70 e il ‘75, ho conosciuto il talento straordinario di Giorgio Cocilovo, dalle mani del quale cercavo inutilmente di rubare qualche trucco per migliorare la mia precaria tecnica chitarristica, Piero Ameli, con cui qualche anno più tardi formai "Idea 2", duo di inesploso successo anche se con buoni riscontri per "She’ s a witch" e "Potrei", ed anche Crobsy, Stills, Nash & Young , visto che Luca Barbareschi, che era nel banco subito dietro al mio, mi aveva fatto  ascoltare "4 Way Street", che imparai ovviamente a memoria in tempo reale...

Iscritto a Medicina alla Statale, mi accorsi quasi subito che le corde della chitarra avevano molta più potenza del fascino che invece avevano Anatomia o Fisiologia: anche se poi frequentai fino al sesto anno, dando pure un bel po’ di esami, quando mi ritrovai, a mia insaputa, sulla foto del retro della copertina (verificate please…) di "Bandaberte’", ed anche una canzone che Loredana aveva inciso nel disco, ("Agguato a Casablanca", con le parole dell’ indimenticabile Oscar Avogadro), finii di aver dubbi, se mai ne avevo avuti, e sposai la musica per sempre, andasse come andasse...

Poi è successo tutto come in una favola: in Sardegna con Fabrizio De André e Dori Ghezzi, per collaborare alla scrittura dell’ album "Mamadodori", con Fabrizio-Mostro- Sacro che inevitabilmente mi incuteva soggezione a tonnellate...… Due giorni di stress, il tempo di sciogliere il ghiaccio con lui e Dori, e poi ho trovato un fratellone che non ha mai lesinato consigli, ne’ professionali , ne’ di vita..... Quello di “Mamadodori” fu il primo importante lavoro con Popi Minellono, magica penna di quel periodo d’oro, cui ho visto far magie incredibili: per esempio, gli vidi scrivere il testo di “Il tempo se ne va” (musica di Toto Cutugno) per il Celebre, in venti (venti, avete letto bene) minuti, subito in bella calligrafia e con due sole piccole correzioni.....come se dovesse solo metterla su carta, l’aveva già scritta nel cervello…

Un’altra magia fu "Felicità", che scrivemmo con Dario Farina (altro grandissimo...) una notte di metà dicembre dell’81 in pochi minuti, e che e’ diventata una delle canzoni italiane più conosciute. Al Bano e Romina lo sanno bene, e dopo il secondo posto a Sanremo nell’82, l’ hanno portata magistralmente in giro per tutto il mondo per tanti fantastici anni. La SIAE l’ha decretata (e premiata) come la canzone italiana più venduta nel periodo ‘82-‘87...

Intanto avevo finalmente cominciato a studiare la musica e la chitarra, sul serio, con il Maestro Filippo Daccò, cui devo tanto che non bastano poche parole: una persona straordinaria, un didatta perfetto, una cultura musicale profonda come la fossa delle Marianne… per me è stato un secondo padre, non ne ho mai fatto mistero.

Il 1983 è stato un anno superspeciale: Domenico Modugno canta “Io vivo qui” come ospite d’onore a Sanremo… mi tremavano le gambe, "Mister Volare" cantava una canzone mia....Poi, fuori dall’Ariston, Mimmo mi prese sottobraccio: "Adesso comincia a scrivere il mio prossimo album..." Non ci riuscimmo, a causa della sua malattia, ma il ricordo di quei giorni è ancora vivo e bellissimo.

E poi via via negli anni sono venute le collaborazioni con i talenti più importanti: per citare quelli che ora mi vengono in mente (e portino pazienza quelli che no..), Piero Cassano,
Gordon Kennedy, Leonardo Amuedo, Charles Aznavour, Andrea Lo Vecchio, Fred Ferrari, Fabrizio Baldoni, Fabio Perversi, e tante altre canzoni importanti: per Sergio Dalma
("Yo siempre de ti" e "A tu lado" sono diventati suoi classici), Fiorello, Trijntie Hoosterhuis (strepitosa voce numero 1 in Olanda), Raffaella Carrà, Cristina D’ Avena (si, anche lei...); senza dimenticare i gioielli "Incancellabile" e "Le cose che vivi" per Laura Pausini, due dei suoi più famosi successi, che l’hanno (se ce n’era bisogno) definitivamente lanciata nell’ orbita delle star indiscusse, le musiche per "Johan Padan a la descoverta de le Americhe", trasposizione cinematografica a cartoni animati di un famoso lavoro di Dario Fo, le canzoni per Daniele Stefani, buon amico, talento non totalmente espresso e forse sottostimato, gli album etnici "Mohicans" e "Mohicans chapter 2", che hanno avuto un’ ottimo riscontro in tutto il mondo, uscendo in una trentina di Paesi.

Ed infine una discreta raccolta di primi posti nelle svariate classifiche di tanti paesi del mondo, dalla Norvegia alle Filippine, dai Paesi del Sudamerica all’Australia, passando anche dagli Usa, dove ad esempio "Le cose che vivi" (Pausini), ha vinto il premio Ascap nel ’98 come pezzo più ascoltato in quelle stagioni magiche…

Poi nel 2009, Ricardo Montaner incide "Para un poco" e "Son amores", scritte con Fabio Perversi durante una pausa pranzo in cui non avevamo voglia di uscire a mangiare perché pioveva, e con grande soddisfazione riempie la bacheca con un nugolo di dischi d’oro e di platino collezionati in tutto il Sudamerica... un sogno!!!!!!!!

Nell’ultimo decennio ho poi collaborato con Greenmovie, azienda di postproduzione audio-video, dove ci siamo tolti qualche piccola grande soddisfazione, realizzando le musiche per moltissimi spot televisivi: cito al volo Cornetto Algida, Enel, Kinder Ferrero, Toyota, Carmencita Lavazza, Honda, Brioschi, Pirelli, Rum Pampero, Tele Due... e tutti quelli che al momento mi sfuggono...
Non credo di essermi ricordato proprio tutto, ormai la memoria sta diventando un optional, e anche se mi sento ancora un vecchio giovane (non ancora un giovane vecchio), qualche particolare inevitabilmente si nasconde tra le curve del cervello: ma è importante a questo punto scrivere che mi sento un privilegiato, e che ho ricevuto dalla musica ben oltre quelle che erano le mie più rosee previsioni, ben oltre i sogni più arditi; privilegiato perche’ sono riuscito a lavorare con i più grandi, e bene o male con tutti ho mantenuto rapporti ottimi, privilegiato perché sono riuscito ad avere una vita felice all’interno della mia famiglia, e questo vale più di tutti i primi posti in classifica in tutto il mondo, privilegiato perché ogni volta che apro il piano o prendo la chitarra in mano si rinnova la magia, privilegiato perché la più bella canzone e’ sempre la prossima, e questo mi spinge avanti con forza inarrestabile: ecco perché non riesco a non ringraziare il Grande Capo per tutti questi doni magnifici...

Per chiudere in bellezza, arrivato a cinquanta anni, come auto-regalo di compleanno, ho ripreso a studiare il piano, con l’entusiasmo di un ragazzino... impresa proibitiva, è vero, ma perché devo non provarci...???? E finché il Maestro Massimo Colombo, altro geniaccio della musica e amico sincero, non mi caccerà via e, nonostante me, tenterà di insegnarmi ancora qualcosa di nuovo, continuerò ad esplorare questo straordinario universo fatto di note, sperando che Bach e Bill Evans non s’incazzino troppo se li storpio un po’, anzi, un bel po’...

Grazie se avete retto fin qui, cordialmente

Gino De Stefani

blog comments powered by Disqus

Social

Vuoi collaborare?

Scrivici! info at ottantaedintorni.it

Ultime News

Il nuovo disco di Umberto Tozzi

Intitolato Yesterday,Today contiene undici inediti e diciassette successi riarrangiati

Ristampati tre album storici di Giuni Russo

Vox e Mediterranea sono proposti insieme in un unico cofanetto. Disponibile anche il primissimo disco Love is a woman

I "percorsi" di Leano Morelli

Nuovo lavoro per l'artista emiliano.

La cover

19851985
1985
Riccardo Fogli

Il video della settimana


Ottantaedintorni© 2002-2012 - Tutti i Diritti Riservati | Note Legali | Credits | Mappa Sito