La carriera di Walter ha inizio molto presto.
Già nel 1966 entra a far parte del suo primo gruppo : "Le anime" che comprendeva alcuni musicisti di tutto rispetto come il chitarrista Claudio Bazzari e Remo Campisi oggi apprezzato interprete di musica classica.
In questo periodo però Walter si dedica più che altro all'affinamento delle tecniche di esecuzione dei suoi strumenti musicali preferiti: la chitarra e il basso.
11 anni dopo (1977) Walter decide di mettersi alla prova come solista incidendo un LP dal nome "Compro tutto" che fra gli altri brani comprende l'omonimo singolo trainante. Il disco è qualitativamente molto buono e il 45 ottiene un successo di critica e di pubblico.
E' opportuno a questo punto soffermarsi un attimo sull'improvvisa impennata della sua carriera cercandone le motivazioni. Innanzitutto il disco è frutto della collaborazione di un importantissimo autore di testi quale Alberto Salerno che nell'occasione (45 giri) propone uno struggente dialogo di un uomo che si sente inutile perché abbandonato dalla donna che ama.
L'impianto musicale costruito da Walter poi, è una stupenda fusione di due generi: pop per quanto riguarda la linea melodica e armonica e tipicamente jazz per gli arrangiamenti e base ritmica.
Il risultato è un susseguirsi di complessi cambi di ritmo difficilmente rieseguibili a livello amatoriale (cosa che quindi fa comprendere la difficoltà del brano) che si intrecciano con un ottimo accompagnamento al pianoforte (nella versione originale presumibilmente eseguito da un professionista di piano-jazz).
Volendo forzare un po' le cose il lavoro svolto da Salerno e Foini è inquadrabile in un periodo dove la ricerca nel campo della pop-music in Italia è abbastanza frequente. Non siamo ancora infatti nei primi anni '80 dove invece domineranno le canzoni "Acqua e Sapone" dal cantabile molto semplice e dalla linea armonica essenziale.
La fine degli anni '70 è caratterizzata infatti da alcuni brani (fra l'altro di notevole successo ) piuttosto originali e ricercati. Si potrebbero citare ad esempio:
| Titolo | Autori | Interpreti | Anno |
| E dirsi ciao | Matia Bazar | Matia Bazar | I° Sanremo 1978 |
| Per Elisa | Franco Battiato | Alice | I° Sanremo 1981 |
| Un'emozione da poco | Ivano Fossati | Anna oxa | 1978 |
e così via
Tornando alla carriera di Walter, il 1978 rappresenta sicuramente il suo anno più fortunato.
Con l'album "Una donna una storia" (nato ancora dalla collaborazione con Alberto Salerno) entra nelle classifiche (nella top 100 delle vendite dell'anno e nella top 20 dell'hit-parade) e con il singolo omonimo partecipa al Festivalbar confermando le sue qualità di autore e di interprete.
L'album "Una donna una storia" rappresenta sicuramente un altro ottimo lavoro di Walter. In questo caso, rispetto a "Compro tutto" le canzoni si avvalogono di un eccezionale accompagnmento orchestrale.
E' perciò possibile riassaporare i controcanti dei violini (cosa poi impossibile nei primi anni '80 dove saranno i sintetizzatori a farla da padrone), i cori ancora in pieno stile anni '70 oltre alla consueta vena malinconica tipica di Walter.
Oltre al singolo che titola l'album l'LP comprende un'altra canzone che al primo ascolto lascia piuttosto stupefatti: "Conseguenza di una fine".
A parte l'indubbia qualità del testo, musicalmente il brano è davvero originale perchè alterna parti di stasi ritmica ad improvvise accelerazioni cadenzate in maniera classica per quegli anni (il cosiddetto 8 beat).
Occorre ascoltarla più volte per poterla realmente apprezzare.
Altri successi nel 1978 sono: la vittoria della manifestazione "Disco per l'estate" ed il telegatto di Sorrisi e Canzoni come rivelazione dell'anno.
Nel 1979 incide il terzo LP "Faccia di Luna" e partecipa al Festivalbar con "Bella d'agosto".
Due anni dopo medesimo percorso artistico: uscita di un album intitolato con il suo nome e susseguente partecipazione al Festivalbar con "Non va che torno".
Ultime notizie di Walter si hanno ancora una volta da una sua partecipazione (la quarta!!!) al Festivalbar del 1982 con "Canzone dedicata".
In ultimo, escludendo per un attimo le sue qualità di autore e la sua intelligenza nell'avvalersi di un paroliere di successo quale Salerno, ci si può soffermare su un importante aspetto di Walter: la sua particolarissima voce. Distinguendosi da molti suoi colleghi in quel momento in auge Walter propone infatti un tono evocativo e graffiante oltre che tipicamente "black" che fa sicuramente breccia nel pubblico di allora.
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