Girls just want to have fun cantava Cyndi Lauper nel 1983.
Ma a giudicare da quanto visto all'Arena di Milano per una delle due date italiane del tour mondiale (l'altra svoltasi a Roma) con cui sta portando in giro il suo nuovo, eccellente, album Memphis Blues, le ragazze non vogliono solamente divertirsi, ma anche ballare, cantare, commuoversi in una festa di musica.
E non sono solo le ragazze a volerlo ma anche i ragazzi così come le migliaia di adulti accorsi (alcuni con prole al seguito) a sentire quella che viene frettolosamente giudicata solo un'icona degli anni '80 e che invece è una grandissima artista a tutto tondo.
Cynthia Ann Stephanie Lauper da New York con origini italiane ha di fatto coinvolto in modo travolgente il pubblico milanese quando fin dall'inizio ha deciso, a sorpresa, di scendere nel partere. Pubblico che, stupito dalla mossa, si è alzato un po' incredulo dalle sedie per avvicinarsi e circondarla dando vita a un tuttuno con lo spettacolo.
Una scena insolita che si è ripetuta più volte nel corso di una serata dominata da una piccola donna con forte presenza scenica, carisma sopra la media e voce originale e variegata. In uno scenario oggi tristemente dominato dall'improvvisazione assunta a palcoscenico, il concerto, suonato da una band strepitosa, ha rappresentato una boccata di ossigeno salutare.
Ossigeno fatto naturalmente anche di canzoni, da quelle blues e soul della sua ultima incarnazione (Just Your Fool, Shattered Dreams. How blue can you get?...), fino ai più grandi successi cantati in coro dal pubblico: She Bop, The Goonies 'R' Good Enough, Change of heart, Time after Time chiudendo da sola, al dulcimer, con la commovente True Colors. Grazie Cyndi, we love you ("And I love you too").