Era ora! Roberto Soffici è finalmente tornato a cantare dal vivo. L’occasione è stata lo scorso primo dicembre una serata al Bobino, locale di Milano dove ha proposto in versione acustica i grandi successi della sua carriera di interprete e autore con una esibizione a favore di Karibu Onlus, Africa non parole. E il suo pubblico non è rimasto deluso perché il cantautore istriano di nascita, ma milanese di adozione, ha mostrato di avere ancora una grande carica fin dalle prime note di Strano momento, composizione di gran classe datata 1982 con la quale partecipò al Festival di Sanremo riscuotendo un buon successo.
A questo brano di particolare impatto ritmico, per i suoi diversi cambi, Soffici ha quindi fatto seguire tutte quelle intuizioni di grande melodista che lo hanno portato a scrivere successi come Un pugno di sabbia (per i Nomadi), Casa mia (Equipe 84) e Tenero e forte (Mia Martini), rivestendole a nuovo per la serata con tutta l’intensità della
sua voce graffiante.
Sul palco insieme ad Antonio Gillo (al pianoforte) e Salvo Correri (alla chitarra acustica), Soffici è stato affiancato anche da Fanya, giovane interprete della sua etichetta Bobo Studio con la produzione esecutiva della figlia Francesca, che ha offerto tra l’alto una reinterpretazione convincente di un classico come Non Credere (scritta da Soffici per Mina) così come di Cento giorni (scritta dal padre di Roberto, Piero, per Caterina Caselli), oltre al suo singolo uscito questa estate intitolato C’è solo blu.
Nel corso della serata il pubblico ha quindi cantato insieme al suo autore anche quella Io ti voglio tanto bene che spopolò nelle classifiche del 1980 per poi emozionarsi ancora sulle note di Invece adesso, Come Biancaneve e infine della sempre coinvolgente All’improvviso l’incoscienza che ha chiuso degnamente il concerto. In attesa di un suo nuovo album di inediti, che speriamo possa realizzarsi presto, a questo punto non ci resta che dire: bentornato Roberto!