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Le partecipazioni italiane negli anni '80

Le partecipazioni italiane all'Eurofestival

Lo Eurovision Song Contest, in Italia noto come Eurofestival, è una manifestazione canora nata nel 1956 sotto l'egida dell'EBU (Eurovision Broadcasting Union) l'ente che raggruppa le televisioni nazionali europee. Seguita ogni anno da centinaia di milioni di spettatori, è stata vinta dal nostro Paese due volte: nel 1964 da Gigliola Cinguetti a Copenaghen (con Non ho l'età) e nel 1990 da Toto Cutugno a Zagabria (Insieme 1992). Nonostante il gradimento che il pubblico europeo ha per la nostra musica, purtroppo la RAI ha deciso per diversi anni (se si fa eccezione il 1997, quando i Jalisse si piazzarono al quarto posto con Fiumi di Parole) di non partecipare più all'evento. Nel 2011 il ritorno con in gara Raphael Gualazzi che si è classificato al secondo posto. Abbiamo deciso di rinfrescare la memoria dei nostri lettori con una panoramica delle canzoni che dal 1980 al 1989 hanno difeso spesso in modo lusinghiero i nostri colori, nonostante fosse possibile cantare solo in lingua madre (oggi purtroppo non è più così).

1980 - Non so che darei - Alan Sorrenti (6° posto)

Il grande Alan arriva dal planetario successo di Figli delle Stelle proponendo sul palco del Congresgebouw de L'Aia un brano pop di grande efficacia, accompagnato dalla danza di due chitarriste/coriste e un nutrito gruppo di musicisti. La splendida introduzione della chitarra elettrica si sposa con un alternarsi di archi e piano. Questa canzone è sicuramente uno dei più grandi successi del periodo pop di Sorrenti che per l'occasione sfoggia un look sportivo elegante. Un solo massimo dei voti (12) assegnatogli dalla giuria portoghese non gli preclude un ottimo piazzamento.

1983 - Per Lucia - Riccardo Fogli (11° posto)

Dopo due anni di pausa l'Italia torna all'Eurofestival proponendo in gara il vincitore del Festival di Sanremo dell'anno precedente: Riccardo Fogli. Questa volta l'ex bassista dei Pooh decide di partecipare con un brano di grande melodia, molto meno ritmato della fortunata Storie di Tutti Giorni. Forse il pubblico europeo avrebbe recepito meglio quest'ultima, ma Per Lucia è senz'altro una bellissima canzone. L'introduzione, affidata a una malinconica fisarmonica, disegna quello che sarà il tema portante di tutto il brano. Da segnalare il testo particolarmente profondo che, purtroppo, sarà stato ben poco compreso dall'audience straniera. Come sempre Riccardo, solo sul palco, sfoggia un abito di grande eleganza interpretando in modo intonato. Massimo punteggio raccolto 8 punti dalla Yugoslavia.

1984 - I Treni di Tozeur - Alice e Franco Battiato (5° posto)

Sicuramente tra i capolavori generati dalla penna di Franco Battiato e Giusto Pio, I Treni di Tozeur è anche uno dei brani più amati dai fans dell'Eurofestival. L'andamento classicheggiante e la fusione delle voci dei due interpreti stregarono quell'anno non solo il pubblico nella sala municipale di Lussemburgo ma anche gli acquirenti di dischi che in tutta Europa si precipitarono ad acquistarne il 45 giri. L'atteggiamento enigmatico di Franco e il fascino di Alice contribuirono al successo. Da segnalare il geniale coro lirico che chiude il brano tra la sorpresa generale degli ascoltatori. Dodici punti da Spagna e Finlandia.

1985 - Magic oh Magic - Al Bano e Romina Power (7° posto)

Più apprezzati all'estero che dalla critica nostrana, i coniugi Carrisi arrivano sul palco dell'Eurofestival forti di un successo già raggiunto a livello continentale. Questo, brano che porta la firma di una vecchia volpe del pop come Cristiano Minellono, non è certamente una delle loro cose migliori (tipo quel capolavoro di Sharazan, per intenderci) ma riesce comunque nell'intento di raccogliere un certo consenso dalle giurie della manifestazione. Sul palco di Goteborg la splendida Romina è accompagnata da tre coriste in veste tricolore mentre Al Bano, elegantissimo e a pieni polmoni, fa rimbombare la sua grande voce nel palazzo. Spagna, Portogallo e Lussemburgo premiarono il brano con 12 punti ciascuno.

1987 - Gente di Mare - Umberto Tozzi e Raf (3° posto)

Ecco un altro di quei brani che dalla gara canora hanno poi fatto il giro del mondo vendendo migliaia di copie e portando all'Italia uno dei migliori risultati di sempre. Canzone di gran classe, con un arrangiamento incredibilmente moderno, viene interpretata in modo magistrale da un Umberto Tozzi già ultra affermato nel mondo e da un emergente Raf, che solo da poco aveva abbandonato la lingua inglese. Per l'occasione il look dei due è estremamente casual dimostrando di puntare più sulla forza del brano che su quei trucchetti scenografici che negli anni '80 hanno caratterizzato molte canzoni in gara all'Eurofestival. Da notare che nel coro è presente un giovanissimo Danilo Amerio. Gente di Mare avrebbe sicuramente meritato la vittoria andata invece a un insipido e noiosetto brano dell'irlandese Johnny Logan (Hold me now), già vincitore nel 1980 e la cui notorietà è legata indissolubilmente alla competizione europea. Ben cinque Paesi, Portogallo, Spagna, Germania, Irlanda e Yugoslavia, assegnarono il massimo dei voti (12) a Umberto e Raffaele.

1988 - Ti Scrivo - Luca Barbarossa (12° posto)

Classificatosi terzo al Festival di Sanremo con L'amore rubato, Luca Barbarossa partecipa a questa edizione dublinese con un brano pop ritmato senza impressionare in modo particolare. La canzone non è male, ma è sinceramente troppo poco coinvolgente per attirare i voti delle giurie. Da notare che il brano è conosciuto anche con il titolo di Vivo. Il punteggio massimo raccolto è stato di 8 punti assegnati dalla giurie francesi, finlandesi e svizzere.

1989 - Avrei voluto - Anna Oxa and Fausto Leali (9° posto)

Forti del trionfo sanremese di Ti Lascerò Anna e Fausto puntano sugli stessi autori e propongono un altro brano costruito per le loro magnifiche voci. Avrei voluto ha però meno fortuna rispetto al predecessore e non riesce ad andare oltre il nono posto, penalizzata anche dal fatto di essere stata eseguita in testa alla serata. Per vincere l'Eurofestival è infatti molto importate anche l'ordine di apparizione sul palco. Ad ogni modo i nostri si difendono bene, eseguendo in modo impeccabile la canzone che parte morbida per poi esplodere in un crescendo melodico. A livello di look, è l'Anna del periodo biondo platino, molto sobria nel vestire ma sempre affascinante e più magra che mai, mentre Fausto si dimostra ancora una volta elegante e concentrato. I dodici punti arrivano solamente dalla Spagna.

Le cover dei singoli

1980

1983

1984

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1987

1988

1989

   

 



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